CALO DI CONSUMI: I PREZZI DEL PANE SALGONO MENTRE QUELLI DEL GRANO SONO DIMINUITI SINO AL 25%

April 6, 2012 by · Leave a Comment
Filed under: grano 

“I pesanti dati, comunicati dall’Istat, sul calo del potere d’acquisto delle famiglie italiane, sceso dello 0,5% nel 2011 a causa di una frenata del reddito al di sotto della crescita dell’inflazione preoccupano ancora di più se letti in contemporanea a quelli dell’Ocse, che identificano il nostro Pil nazionale del quarto trimestre 2011 (-0,7%) come la “maglia nera” dell’area G7 e lo collocano al di sotto della media dei paesi Ocse (-0,2%). Anche in questo caso l’analisi dell’organizzazione dei Paesi maggiormente industrializzati indica come una delle cause della contrazione del prodotto interno lordo italiano la flessione dei consumi nel periodo pari a -0,4%”. A sottolinearlo è Confagricoltura, commentando le rilevazioni rese note oggi.

“Nel contesto del calo del potere d’acquisto – prosegue l’organizzazione agricola – c’è da segnalare il caso dei prezzi del pane, che nelle grandi aree metropolitane del Paese, in particolare Milano e Roma, hanno fatto registrare in un anno (febbraio 2011-febbraio 2012) rincari di 3-4 punti percentuali. Questo mentre nello stesso periodo il prezzo del frumento tenero nazionale (ma anche di quello d’importazione) è diminuito di circa il 25%. Un dato esemplificativo dell’urgente necessità di ristabilire una corretta distribuzione del valore nella filiera agroalimentare”.


“Tutto ciò – conclude Confagricoltura – ancora una volta ricade doppiamente sugli agricoltori, i cui redditi e potere d’acquisto famigliari sono in calo come nella media nazionale, mentre le loro imprese subiscono gli effetti di rincari sui mezzi di produzione e sono assoggettate ad un livello di tassazione Imu che il settore non è in grado di sopportare”.

Deroga Nitrati in agricoltura

February 28, 2012 by · Leave a Comment
Filed under: agricoltura 

La Federazione dei dottori agronomi e dottori forestali della Lombardia interviene sull’applicazione della deroga alla direttiva Nitrati in Lombardia. Buizza (presidente): “Le aziende dovranno avvalersi di esperti qualificati in campo agronomico”.

FODAF, la Federazione dei dottori agronomi e dottori forestali della Lombardia, interviene di nuovo sulla questione Nitrati, commentando la prossima fase applicativa della deroga concessa dall’Unione Europea, che prevede l’innalzamento del limite di azoto da 170 a 250 chili per ettaro all’anno per quanto riguarda lo spandimento dei liquami zootecnici nelle zone vulnerabili ai nitrati (Zvn).

“Il provvedimento della Commissione Europea di deroga alla direttiva n. 91/676 – commenta Giorgio Buizza, presidente di FODAF – va nella direzione di modificare il giudizio generale sulla portata delle fonti inquinanti, per anni sbrigativamente attribuita in forma pressoché esclusiva agli allevamenti. Tuttavia, per autorizzare l’innalzamento del limite di azoto, Bruxelles ha imposto alle imprese l’adozione di un sistema di tracciabilità dei trasporti rigoroso e di una serie di vincoli ulteriori, necessari a garantire la massima tutela delle acque”.


Secondo i dati della Regione Lombardia, 1033 aziende agricole lombarde hanno presentato domanda di deroga entro il 15 febbraio, scadenza imposta dall’Unione Europea. Prima della deroga, le aziende lombarde considerate non conformi per quantità di azoto nei reflui erano calcolate in oltre 4.400 su un totale di circa 10.000 interessate dall’applicazione della direttiva comunitaria.

“I dati a disposizione – continua Buizza – dimostrano che, almeno in Lombardia, resta ancora qualche migliaio di casi critici. L’opportunità offerta dal provvedimento di deroga è sicuramente un aspetto positivo, ma non rappresenta certo un’opzione di facile applicazione, né tantomeno la definitiva soluzione del problema. Non bisogna ora perdere di vista la necessità di procedere a interventi di carattere più strutturale, fissando ad esempio i parametri per l’utilizzazione agronomica del cosiddetto digestato proveniente dagli impianti di biogas”.

Per FODAF occorrerà pensare anche a progetti globali di razionalizzazione nello spandimento dei reflui, programmi da concepire in un’ottica comprensoriale e non su base aziendale. “In ogni caso – conclude Buizza – viste le inevitabili complicazioni che il cammino ora intrapreso porta con sé, il suggerimento è quello di avvalersi sempre di professionisti qualificati in campo agronomico e in materia di gestione aziendale, capaci di individuare le migliori soluzioni sia tecniche sia amministrative”. Un settore questo in forte espansione che ha permesso di creare lavoro nuovo negli ultimi anni.

Le aziende avranno tempo fino a giugno per presentare il piano di fertilizzazione richiesto dalla deroga e realizzare gli interventi tecnici necessari per adeguarsi ai nuovi criteri.

Progetto Futuro Fertile: massima attenzione da parte delle istituzioni

October 29, 2010 by · Leave a Comment
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Riunione del Comitato Direttivo di Confagricoltura con il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Paolo Scarpa Bonazza Buora, a cui è stato presentato il pacchetto delle 61 proposte per il disegno organico di riforma normativa del settore agricolo contenute nel progettoFuturo Fertile”.

“Le nostre proposte sono perfettibili ma, nel loro insieme, sono una buona base di partenza per il rinnovamento del quadro normativo dell’ agricoltura – ha detto all’ospite il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni -. Puntano allo snellimento normativo, alla semplificazione burocratica, alla riorganizzazione produttiva, definiscono il rapporto agricoltura-ambiente, rilanciano l’agroenergia, favoriscono l’insediamento dei giovani in agricoltura ed il ricambio generazionale, danno efficienza ai settori produttivi, realizzano un’offerta organizzata, riposizionano il settore primario nelle filiere di prodotti agroindustriali”.

Il presidente della Commissione Agricoltura Scarpa Bonazza Buora ha garantito la massima disponibilità ed attenzione alle proposte di Confagricoltura, intervenendo subito su quelle più urgenti: “Occorre lavorare per costruire percorsi normativi che non incidano sui budget, in occasione della legge Milleproroghe”.

Infine sulla riforma della Pac, il presidente Scarpa ha commentato: “E’ stato un errore prevedere la riforma della politica agricola comune prima di giungere ad un accordo in sede Wto”. Quindi ha sottolineato due esigenze prioritarie: “Il bilancio agricolo va mantenuto inalterato e la Pac va riorganizzata, in modo che vi sia il minor tasso di intermediazione politica”.

Premi Pac e aiuti agroambientali del Psr: ridurre i tempi di erogazione agli agricoltori

April 28, 2010 by · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni 

 

Bologna – Come rendere più rapido il pagamento degli aiuti comunitari e regionali alle aziende agricole da parte di Agrea, l’agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura?
Il tema sarà al centro di un incontro con Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri voluto dall’assessore regionale Tiberio Rabboni il 6 maggio a Bologna.
In Emilia-Romagna la situazione dei pagamenti è in linea con quella delle altre Regioni e i ritardi lamentati dal mondo agricolo sono essenzialmente dovuti all’entrata in vigore del nuovo “sistema integrato di gestione”, introdotto a livello comunitario e gestito in Italia dal Ministero dell’Agricoltura, che prevede il controllo di ciascuna domanda prima del pagamento e non più verifiche a campione come in precedenza.
A ciò poi si devono aggiungere le difficoltà di messa a regime degli strumenti informatici di gestione forniti dal Ministero e le incertezze e i ritardi del Coordinamento nazionale.
Tuttavia – scrive Rabboni nella lettera con cui invita alla riunione i Presidenti delle organizzazioni professionali agricole regionali – “molte cose si possono fare per migliorare la situazione regionale. Il mese scorso ad esempio abbiamo raggiunto un accordo con i centri di Assistenza agricoli regionali per attivare uno sportello per la risoluzione veloce delle ‘anomalie’ più problematiche riscontrate in sede di controllo. Personalmente ho già formulato ad Agrea un’altra serie di indicazioni operative per tentare di recuperare ed azzerare tutti i ritardi entro il corrente anno. Credo, pertanto, che una verifica congiunta dei modelli gestionali in uso, per ridurre tempi e carichi burocratici, possa consentirci di individuare le misure più opportune” /PF.

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