Progetto Futuro Fertile: massima attenzione da parte delle istituzioni

October 29, 2010 by · Leave a Comment
Filed under: agricoltura 

Riunione del Comitato Direttivo di Confagricoltura con il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Paolo Scarpa Bonazza Buora, a cui è stato presentato il pacchetto delle 61 proposte per il disegno organico di riforma normativa del settore agricolo contenute nel progettoFuturo Fertile”.

“Le nostre proposte sono perfettibili ma, nel loro insieme, sono una buona base di partenza per il rinnovamento del quadro normativo dell’ agricoltura – ha detto all’ospite il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni -. Puntano allo snellimento normativo, alla semplificazione burocratica, alla riorganizzazione produttiva, definiscono il rapporto agricoltura-ambiente, rilanciano l’agroenergia, favoriscono l’insediamento dei giovani in agricoltura ed il ricambio generazionale, danno efficienza ai settori produttivi, realizzano un’offerta organizzata, riposizionano il settore primario nelle filiere di prodotti agroindustriali”.

Il presidente della Commissione Agricoltura Scarpa Bonazza Buora ha garantito la massima disponibilità ed attenzione alle proposte di Confagricoltura, intervenendo subito su quelle più urgenti: “Occorre lavorare per costruire percorsi normativi che non incidano sui budget, in occasione della legge Milleproroghe”.

Infine sulla riforma della Pac, il presidente Scarpa ha commentato: “E’ stato un errore prevedere la riforma della politica agricola comune prima di giungere ad un accordo in sede Wto”. Quindi ha sottolineato due esigenze prioritarie: “Il bilancio agricolo va mantenuto inalterato e la Pac va riorganizzata, in modo che vi sia il minor tasso di intermediazione politica”.

Premi Pac e aiuti agroambientali del Psr: ridurre i tempi di erogazione agli agricoltori

April 28, 2010 by · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni 

 

Bologna – Come rendere più rapido il pagamento degli aiuti comunitari e regionali alle aziende agricole da parte di Agrea, l’agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura?
Il tema sarà al centro di un incontro con Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri voluto dall’assessore regionale Tiberio Rabboni il 6 maggio a Bologna.
In Emilia-Romagna la situazione dei pagamenti è in linea con quella delle altre Regioni e i ritardi lamentati dal mondo agricolo sono essenzialmente dovuti all’entrata in vigore del nuovo “sistema integrato di gestione”, introdotto a livello comunitario e gestito in Italia dal Ministero dell’Agricoltura, che prevede il controllo di ciascuna domanda prima del pagamento e non più verifiche a campione come in precedenza.
A ciò poi si devono aggiungere le difficoltà di messa a regime degli strumenti informatici di gestione forniti dal Ministero e le incertezze e i ritardi del Coordinamento nazionale.
Tuttavia – scrive Rabboni nella lettera con cui invita alla riunione i Presidenti delle organizzazioni professionali agricole regionali – “molte cose si possono fare per migliorare la situazione regionale. Il mese scorso ad esempio abbiamo raggiunto un accordo con i centri di Assistenza agricoli regionali per attivare uno sportello per la risoluzione veloce delle ‘anomalie’ più problematiche riscontrate in sede di controllo. Personalmente ho già formulato ad Agrea un’altra serie di indicazioni operative per tentare di recuperare ed azzerare tutti i ritardi entro il corrente anno. Credo, pertanto, che una verifica congiunta dei modelli gestionali in uso, per ridurre tempi e carichi burocratici, possa consentirci di individuare le misure più opportune” /PF.

Prezzi agricoli: assestati intorno a quelli del 2006

January 20, 2010 by · Leave a Comment
Filed under: Prezzi 

La costante rilevazione della quotazione settimanale dei prezzi all’ingrosso dei prodotti agricoli effettuata dalla Camera di commercio si chiude nel 2009 con un trend sostanzialmente negativo rispetto agli anni precedenti anche se non manca qualche lieve segnale di ripresa per alcuni prodotti.
Nel dettaglio, per quanto concerne il comparto cerealicolo, nell’ultimo quadrimestre del 2009, periodo in cui tra l’altro vengono quotati i prezzi della nuova campagna di produzione, prosegue il trend negativo. Il frumento buono mercantile cala del 14% rispetto al 2008 mentre le varietà speciali di forza hanno un andamento ancora peggiore passando dai 207,61 Euro alla tonnellata del 2008 agli attuali 161,10 Euro. Il prezzo si assesta pertanto intorno a quello quotato nel 2006. Prezzi in calo anche per il granoturco e l’orzo (di circa il 7%) al pari di quanto accade alla valutazione della soia, tra le leguminose quotate.
Segnali migliori, invece, per i bovini da allevamento. I vitelli da latte nostrani, quotati in quest’ultimo quadrimestre in media 1,52 Euro al Kg, aumentano del 67% rispetto al 2008 riavvicinandosi così ai prezzi del 2006 dopo il costante calo degli ultimi anni. Stesso andamento anche per i vitelloni nostrani, che nel 2008 non avevano avuto la stessa caduta di prezzo, ragione per cui l’incremento è più contenuto (+20% circa).
Nel settore dei bovini da macello il trend è positivo (+21%) per i vitelli da latte comuni nostrani, quotati 2,46 Euro al Kg rispetto ai 2,03 del 2008. Si rileva viceversa una contrazione lieve per tutte le altre voci (scottone, buoi, ecc.), che diventa più sensibile (-32% rispetto al 2008) per le vacche di 1° qualità.
Continua il trend negativo anche per le quotazioni del comparto dei latticini (in particolare del Grana Padano), anche se si può segnalare un leggero incremento (+12%) del burro zangolato.
Infine, a parte un lieve incremento dei suini lattonzoli (fino a 15 Kg) quotati 3,14 Euro al Kg (erano 3,12 euro nel 2006 e nel 2008) , vi è un andamento sfavorevole per il resto del comparto suinicolo. La media dei prezzi quotati in quest’ultimo quadrimestre del 2009, infatti, è più vicina alle quotazioni del 2006 che a quelle dell’anno scorso.


Agricoltura: maltempo

January 8, 2010 by · Leave a Comment
Filed under: Danni maltempo 

Danni all’ agricoltura dal maltempo, danni per oltre 3 milioni di euro per le aziende toscane.
Sono oltre duecento le aziende agricole danneggiate dallo straripamento del fiume Serchio con la perdita di interi raccolti di ortaggi come spinaci, cavoli e bietola per un valore stimato tra i 2 e 3 milioni di euro. E’ un bilancio pesantissimo quello tracciato dalla Coldiretti per dell’ agricoltura dopo l’alluvione che ha devastato la Toscana, ed in particolare la Provincia di Pisa e Lucca. Una situazione catastrofica aggravata – analizza la Coldiretti – dall’indebolimento degli argini dei fiumi dovuto alla proliferazione di animali selvatici come le nutrie che scavano nei terreno riducendone la resistenza all’acqua.

“I danni – sottolinea la Coldiretti – sono ingentissimi perché si tratta di produzione agricole di pregio e ad alto valore per superficie che, per essere prodotte, richiedono molto impegno e manodopera. In particolare ortaggi, coltivati in serra e in piena aria, che ad oggi risultano, stando alle verifiche sul posto, completamente danneggiati come spinaci, cavoli, bietola. Stimiamo un danno che oscilla fra i 2 e i 3 milioni di euro”. Ai danni immediati provocati dalla pioggia e dallo straripamento si aggiungono quelli i cui effetti si vedranno nel tempo, e nei prossimi giorni. “Le aziende agricole – spiega la Coldiretti – non potranno coltivare e lavorare i campi fino a che le acque non saranno defluite. Al momento i campi sono dei laghi dove è impossibile operare”. Non solo ortaggi. Anche gli impianti arborei, come i frutteti, rischiano l’asfissia. “In particolare i pescheti. Il deflusso lento delle acque può provocare un’asfissia radicale compromettendo l’intera piantagione. Questo aspetto del danneggiamento non può essere, purtroppo, ancora quantificato”.

Coldiretti infine sottolinea come il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione e cementificazione spesso incontrollato non sia stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque. “E’ necessario intervenire, anche valorizzando l’opera dei Consorzi di bonifica, per invertire una tendenza che – sottolinea la Coldiretti – mette a rischio la sicurezza idrogeologica. Ad intervenire negativamente sono anche i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con una maggiore frequenza di eventi estremi con precipitazioni violente e una modificazione della distribuzione delle piogge. I cambiamenti climatici insieme alla sottrazione delle aree coltivate rappresenta – conclude Coldiretti – un mix micidiale che fa aumentare la fragilità dei territori ed impone una più attenta politica della prevenzione”.


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