Batterio killer in Germania: in difficoltà l’export di ortofrutta italiana

Confagricoltura teme le ripercussioni dovute al batterio E.Coli riscontrato in Germania di cui non si è certi che la fonte di infezione siano i cetrioli. “Giugno – osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – è il mese di piena campagna di raccolta e per la nostra frutta ed i nostri ortaggi si profila un disastro; i produttori, nonostante il nostro Paese sia completamente estraneo alla vicenda, rischiano di pagare un conto salato”.
Confagricoltura auspica che l’indagine delle autorità sanitarie tedesche sia veloce e faccia piena chiarezza sulla causa della diffusione di E.Coli. “In Germania, ma anche in altri Paesi europei, dopo le notizie della diffusione dell’infezione, la psicosi è stata immediata – mette in evidenza Confagricoltura – con il conseguente crollo della domanda complessiva di ortaggi e di insalate destinate al consumo fresco. L’eventuale battuta d’arresto dell’export in Europa, in mesi clou come giugno e luglio, di prodotti ad alta deperibilità come frutta e ortaggi, potrebbe causare alle aziende ortofrutticole italiane un danno enorme. La nostra quota di esportazione in questi mesi assomma a circa 600 milioni di euro, e quindi anche una minima percentuale determinerebbe effetti altrettanto importanti”.
I mercati italiani ed europei hanno già risentito del clima di preoccupazione che si è instaurato: prezzi e ordini sono in calo con percentuali a due cifre. Dice Confagricoltura: “Attendiamo provvedimenti efficaci ed indennizzi anche dalla Commissione europea”.
Infine l’Organizzazione degli imprenditori agricoli ricorda ai consumatori che frutta e verdura italiana, da tempo, sono sottoposte a scrupolosi controlli in ogni passaggio della catena alimentare. “Comunque è sempre valida la solita buona regola: attenersi alle norme dell’igiene e della pulizia nella preparazione dei cibi”.
Libero scambio: a giorni il parere del Parlamento Europeo sull accordo Ue-Marocco

La prossima settimana la Commissione per il Commercio Internazionale del Parlamento Europeo dovrebbe esprimere il parere sull’accordo di libero scambio tra l’Ue ed il Marocco. Lo ricorda Confagricoltura che fa presente come la Commissione per l’Agricoltura di Strasburgo già si sia espressa negativamente, invitando a rifiutare l’approvazione dell’intesa raggiunta.
Le conclusioni del negoziato bilaterale preoccupano notevolmente l’Organizzazione agricola poiché prevedono un aumento delle concessioni nel comparto dell’ ortofrutta, settore nel quale i prodotti marocchini costituiscono l’80% delle importazioni nell’Unione europea.
“Il Marocco – osserva Confagricoltura – è un Paese amico che ha fatto molti progressi di avvicinamento all’Europa negli ultimi anni ed è legittimo, pertanto, che ricerchi miglioramenti ed aperture nel commercio internazionale. Questo però non giustifica concessioni squilibrate; qualsiasi apertura delle frontiere deve essere basata su regole condivise, che tutelino gli interessi del sistema agricolo e tendere al raggiungimento di risultati bilanciati”.
Ad avviso dell’Organizzazione agricola la via degli accordi bilaterali può essere intrapresa, se non vi sono alternative, e l’apertura delle frontiere può anche essere una opportunità in più per le imprese europee. Ma alla base ci deve essere l’obiettivo di favorire l’export europeo e italiano, rimuovendo gli ostacoli tariffari e non tariffari a carico delle merci e introducendo un principio di reciprocità delle condizioni produttive.
Tra l’altro, l’intesa non affronta la questione della tutela delle indicazioni geografiche (IG), rinviandola a negoziati futuri.
Confagricoltura ha quindi chiesto che l’Unione europea, prima di decidere qualsiasi ulteriore concessione al Marocco, preveda un preventivo studio di impatto sulle conseguenze, introducendo misure compensative a vantaggio degli agricoltori dell’area comunitaria che ne subiscono le conseguenze.
L’INFLUENZA A NON SCORAGGIA I CONSUMI DI CARNE SUINA IN EUROPA

CONFAGRICOLTURA: L’INFLUENZA A NON SCORAGGIA I CONSUMI DI CARNE SUINA IN EUROPA. QUOTAZIONI ITALIANE IN CALO.
I consumatori europei hanno compreso appieno che l’influenza A non ha nulla a che fare con le produzioni zootecniche. E Confagricoltura sottolinea come la vendita di prodotti della macelleria suina registri nel resto dell’Europa segnali decisamente positivi sull’andamento delle quotazioni e dei consumi.
In Italia, invece – sottolinea Confagricoltura – si registrano tentennamenti mercantili che deprimono le quotazioni alla produzione e rendono ancora più difficile la situazione del comparto suinicolo, che da tempo vive una pesante crisi economica e non riesce a veder riconosciuto neanche il costo di produzione.
Confagricoltura si augura che la carne di suino e i prodotti della salumeria italiani, che tutti ci invidiano, siano sempre più presenti sulle tavole di tutto il mondo e che la crisi sia superata con l’impegno di tutti. Gli allevamenti, i macelli e le trasformazioni nazionali vanno salvaguardati.
Lombardia, Emilia e Toscana leader per operatori bio

Lombardia, Emilia e Toscana leader per operatori bio. Questa e altre novità su Tutto Bio 2009.
E’ uscito Tutto Bio 2009, l’Annuario del biologico in Italia alla 15a edizione con il nuovo Rapporto Bio Bank. Per il terzo anno consecutivo Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana si confermano le tre regioni leader per numero assoluto di operatori bio. La Lombardia supera per la prima volta l’Emilia-Romagna, che rimane però l’unica regione in classifica nei primi tre posti in ben sei tipologie. Umbria, Valle d’Aosta e Marche guidano invece la classifica per densità di operatori bio ogni 100.000 abitanti. Nell’ultimo triennio è lievitato soprattutto il numero delle attività legate alla filiera corta, con tassi di crescita a due cifre: • Gruppi d’acquisto + 66% • Aziende con vendita diretta + 47% • Agriturismi + 40% • E-commerce +39% • Mense scolastiche +20% • Ristoranti +12% • Mercatini + 8% • Negozi +2%.
Sulla quindicesima edizione dell’ Annuario del biologico sono pubblicati i dati aggiornati di oltre 7.000 operatori bio in Italia, dei quali più di 2.700 legati alla vendita diretta. Sei esperienze in atto in varie parti del mondo e le riflessioni di otto “profeti disarmati”, che evidenziano l’impatto insopportabile dell’uomo sull’ambiente: W. Berry (cibo locale), S. Latouche (sobrietà), L. Mercalli (clima), H. Norberg-Hodge (glocalismo), C. Petrini (ecogastronomia), K.L. Schibel (energia), V. Shiva (biodiversità), M. Yunus (microcredito).
Tutto Bio 2009 si trova nelle Librerie Feltrinelli, nei negozi di alimenti bio, sul sito www.biobank.it sezione Bookshop, oppure si richiede a Egaf Edizioni tel. 0543 473347.
