Agricoltura prodotti
Il binomio agricoltura prodotti viene esantato nella vendita diretta fra il produttore agricolo e l’acquirente. Per la prima volta chi si occupa di agricoltura e pastorizia si troverà a Roma per la vendita dei propri prodotti agli abitanti della capitale.
Sabato 30 gennaio 2010 alle ore 10.00 – via San Teodoro, 74 a Roma
c/o l’antico Mercato ebraico del pesce
TERREMOTO: PER LA PRIMA VOLTA AGRICOLTORI E PASTORI ABRUZZESI
PORTANO I PRODOTTI A ROMA
Per non dimenticare e sostenere la ripresa dell’economia locale dopo il terremoto, sabato 30 gennaio alle ore 10,00 a Roma per la prima volta gli agricoltori ed i pastori abruzzesi saranno ospitati nel mercato di Campagna Amica al Circo Massimo della Capitale dove sarà possibile conoscere, assaggiare ed acquistare direttamente dai produttori le specialità uniche di un territorio che, duramente colpito, sta oggi rinascendo.
Si tratta di una iniziativa di solidarietà promossa dagli agricoltori della Coldiretti del Lazio che hanno voluto lasciare il proprio posto all’interno del mercato, per l’intero weekend (30 e 31 gennaio), ai loro colleghi dell’Abruzzo che avranno cosi la possibilità unica di far conoscere ed apprezzare le proprie specialità locali (dallo zafferano alle patate e agli ortaggi del Fucino, dall’extravergine Dop ai salumi), per ricostruire uno sbocco commerciale bruscamente interrotto dal sisma. L’acquisto di prodotti abruzzesi, meglio se direttamente dagli agricoltori, è il modo migliore per sostenere un territorio che offre produzioni da primato nell’agroalimentare che rappresenta una componente rilevante dell’intera economia della Regione.
Con l’occasione sarà fatto il punto sulla situazione delle aziende agricole e sulla apertura dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica in Abruzzo, dopo il terremoto. Nel corso dell’iniziativa saranno preparate sul posto alcune delle specialità abruzzesi piu’ tipiche, dalla polenta di farro al ragù al formaggio di capra fino ai gustosi arrosticini di pecora .
Prezzi agricoli: assestati intorno a quelli del 2006
La costante rilevazione della quotazione settimanale dei prezzi all’ingrosso dei prodotti agricoli effettuata dalla Camera di commercio si chiude nel 2009 con un trend sostanzialmente negativo rispetto agli anni precedenti anche se non manca qualche lieve segnale di ripresa per alcuni prodotti.
Nel dettaglio, per quanto concerne il comparto cerealicolo, nell’ultimo quadrimestre del 2009, periodo in cui tra l’altro vengono quotati i prezzi della nuova campagna di produzione, prosegue il trend negativo. Il frumento buono mercantile cala del 14% rispetto al 2008 mentre le varietà speciali di forza hanno un andamento ancora peggiore passando dai 207,61 Euro alla tonnellata del 2008 agli attuali 161,10 Euro. Il prezzo si assesta pertanto intorno a quello quotato nel 2006. Prezzi in calo anche per il granoturco e l’orzo (di circa il 7%) al pari di quanto accade alla valutazione della soia, tra le leguminose quotate.
Segnali migliori, invece, per i bovini da allevamento. I vitelli da latte nostrani, quotati in quest’ultimo quadrimestre in media 1,52 Euro al Kg, aumentano del 67% rispetto al 2008 riavvicinandosi così ai prezzi del 2006 dopo il costante calo degli ultimi anni. Stesso andamento anche per i vitelloni nostrani, che nel 2008 non avevano avuto la stessa caduta di prezzo, ragione per cui l’incremento è più contenuto (+20% circa).
Nel settore dei bovini da macello il trend è positivo (+21%) per i vitelli da latte comuni nostrani, quotati 2,46 Euro al Kg rispetto ai 2,03 del 2008. Si rileva viceversa una contrazione lieve per tutte le altre voci (scottone, buoi, ecc.), che diventa più sensibile (-32% rispetto al 2008) per le vacche di 1° qualità.
Continua il trend negativo anche per le quotazioni del comparto dei latticini (in particolare del Grana Padano), anche se si può segnalare un leggero incremento (+12%) del burro zangolato.
Infine, a parte un lieve incremento dei suini lattonzoli (fino a 15 Kg) quotati 3,14 Euro al Kg (erano 3,12 euro nel 2006 e nel 2008) , vi è un andamento sfavorevole per il resto del comparto suinicolo. La media dei prezzi quotati in quest’ultimo quadrimestre del 2009, infatti, è più vicina alle quotazioni del 2006 che a quelle dell’anno scorso.
Mozzarella di bufala: commissariamento del consorzio
“La decisione del ministro Zaia giunge a conclusione di un tormentato percorso che negli ultimi mesi ha interessato la vita del Consorzio di tutela di uno dei principali formaggi italiani”. E’ questo il commento di Confagricoltura, in ordine al provvedimento di commissariamento del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala DOP .
“L’iniziativa ministeriale – ben lungi dal mettere in dubbio la qualità della vera mozzarella DOP – deve servire, come ripetutamente sollecitato da Confagricoltura, a rendere finalmente possibile l’avvio di un progetto di rilancio del prodotto che non potrà prescindere da una approfondita rivisitazione ed applicazione delle metodologie di controllo, oltre che da una nuova organizzazione della governance della struttura consortile che coinvolga e responsabilizzi tutti gli attori della filiera produttiva e delle strutture di controllo”.
Confagricoltura auspica che, dopo le necessarie verifiche e l’adozione dei provvedimenti che dovessero risultare opportuni e necessari, la gestione ordinaria delle attività di tutela e controllo venga ripristinata in tempi rapidi. E ribadisce la necessità che la trasparenza delle decisioni assunte e dei percorsi intrapresi serva a rafforzare l’immagine del prodotto.
Rosarno: si stima nei campi oltre 90.000 extracomunitari regolari
Nelle campagne italiane lavorano regolarmente circa 90mila immigrati extracomunitari, dei quali circa 15mila con contratti a tempo indeterminato, che contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione dei drammatici fatti di Rosarno dalla quale si evidenzia peraltro che, con circa il 10 per cento di extracomunitari sul totale dei lavoratori agricoli, la presenza di immigrati è una componente strutturale dell’agroalimentare Made in Italy. Gli extracomunitari impegnati nei campi italiani secondo gli archivi INPS appartengono a 155 diverse nazionalità e sono molti i “distretti agricoli” dove i lavoratori immigrati sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso – precisa la Coldiretti – della raccolta delle fragole nel Veronese, della preparazione delle barbatelle in Friuli, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell’uva in Piemonte fino agli allevamenti in Lombardia dove a svolgere l’attività di “bergamini” sono soprattutto gli indiani. Sono circa 30mila le aziende agricole italiane che – conclude la Coldiretti – assumono lavoratori extracomunitari con albanesi, indiani, marocchini, tunisini, macedoni che sono le principali nazionalità dei lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura dove prevalgono i rapporti di lavoro stagionali per le caratteristiche proprie del lavoro nei campi legato ai tempi di raccolta delle produzioni.
ITALIA. Lavoratori agricoli extracomunitari
Paese
di nascita
Tot.
% paese
Albania
15.451
17,2
India
12.474
13,8
Marocco
11.353
12,6
Tunisia
7.822
8,7
Macedonia
4.676
5,2
Iugoslavia
4.112
4,6
Senegal
3.882
4,3
Moldavia
3.340
3,7
Ucraina
2.142
2,4
Cina
1.869
2,1
Pakistan
1.809
2,0
Serbia
1.675
1,9
Nigeria
1.471
1,6
Ghana
1.405
1,6
Bangladesh
1.105
1,2
Egitto
861
1,0
Altri
…
…
Totale
90.091
100
FONTE: Elaborazioni Coldiretti su dati INPS/DMAG nel 2008
