Con le scarpe sporche di terra. Un anno di rinascimento agricolo

Parla il Ministro Luca Zaia: “In Italia c’è una multinazionale formata da più di 1.700.000 aziende agricole, che ci assicura qualità e sicurezza alimentare. Questa è l’unica multinazionale che mi sta a cuore e a cui va il mio ringraziamento: la multinazionale dei contadini. Stiamo lavorando perché la qualità che queste realtà produttive ci garantiscono ogni giorno – di cui sono segno tangibile i 4.500 prodotti tipici italiani e le 177 DOP e IGP certificate a livello europeo – riceva il giusto riconoscimento e sia adeguatamente remunerata; e posso garantire che l’ agricoltura è oggi al centro dell’agenda politica di questo Governo, come dimostrano i tanti interventi effettuati per modernizzare questo settore.
Attualmente ci troviamo a dover fronteggiare alcune sfide salienti. Una di queste è la crisi finanziaria scoppiata alcuni mesi fa: pur trattandosi di un fenomeno che ha sconvolto gli assetti internazionali, essa si è rivelata anche una occasione preziosa per un ripensamento complessivo dei nostri modelli economici. Ci ha permesso, infatti, di riportare al centro del dibattito, nazionale ed internazionale, i valori dell’agricoltura e dell’economia reale, da contrapporre ai simulacri valoriali imposti per troppi anni dall’economia virtuale, con la speculazione finanziaria, e non solo, a farla da padrone.
L’altro fronte che ci ha visti impegnati in prima linea è stato il confronto negoziale con l’Unione europea. Fin dall’inizio del mandato ministeriale, il principio guida è stato quello di fare di Bruxelles una seconda casa, senza delegare ai funzionari il delicato compito di far sentire la voce dell’Italia. L’Ue è innanzitutto il luogo in cui si incrociano interessi nazionali diversi, e per far valere i propri bisogna sedersi al tavolo della trattativa, bisogna esserci. Noi ci siamo stati, e grazie a questa presenza abbiamo portato a casa dall’Europa oltre 4 miliardi e 300 milioni di euro, da investire in innovazione, qualità ed aggregazione, e in misure per favorire il ricambio generazionale e il ritorno dei giovani alla terra. I fondi assegnati – è questo il nostro appello all’Europa – devono essere destinati agli agricoltori veri, non a chi di agricoltura non vive.
Un’altra sfida importante per noi è la lotta alla contraffazione e alla concorrenza sleale: un tema che riguarda da vicino la nostra agricoltura, espressione di una sapienza produttiva di lunghissima tradizione. Per difenderla, bisogna innanzitutto combattere ogni forma di frode alimentare, che minaccia la sicurezza dei cittadini e attenta al nostro patrimonio agroalimentare. Già oggi il nostro export vale 24 miliardi di euro, e continua a crescere, con un ritmo del 13 per cento a livello europeo e dell’11 per cento nei Paesi extra-Ue; senza l’agro-pirateria, varrebbe 60 miliardi di euro. I nostri prodotti sono i più imitati, perché sono sinonimo di qualità; tuttavia, non possiamo accettare che su dieci prodotti venduti come italiani, nove non lo siano. Dobbiamo impegnarci per riconquistare questi spazi di mercato all’estero.
Per questo la nostra filosofia è quella della tolleranza zero – anzi, tolleranza doppio zero – verso chi commette le frodi, attivando una più fitta rete di controlli anche attraverso accordi internazionali. Il mio impegno personale è stato, fin dall’inizio, quello di incrementare le attività di controllo, promuovendo tra l’altro una maggiore sinergia tra le diverse forze dell’ordine. Da settembre dello scorso anno, sono state portate a termine 23 maxi-operazioni di sequestro di prodotti scaduti, in cattivo stato di conservazione o di cui nessuno sapeva l’origine né il contenuto. Abbiamo effettuato controlli anche nelle realtà più impensate, sequestrando ad esempio oltre 140 tonnellate di falsi pomodori San Marzano, oppure 174 tonnellate di pesce spacciato per un prodotto della nostra acquacoltura e che invece proveniva dalla Cina. Oppure le oltre 50 tonnellate di latte in nero sequestrate dalle nostre forze dell’ordine, provenienti anche dalla Germania.
Altra priorità è il confronto con il mercato. Crediamo nella forza del libero mercato, ma siamo anche convinti del fatto che non possiamo costringere i nostri agricoltori a confrontarsi con i costi di produzione di Paesi con modelli agricoli arretrati di decenni rispetto al nostro. I costi di produzione sono anche il segno della qualità e della sicurezza di un sistema produttivo.
Attualmente i prezzi sul mercato sono spesso inferiori ai prezzi alla produzione, come dimostra il caso dell’ olio extravergine di oliva, venduto a meno di due euro al litro, o del latte, che ha un prezzo di produzione che supera i 34 centesimi al litro ma che sul mercato italiano, spesso provenendo dall’estero, si trova a 18-22 centesimi al litro.
Siamo inoltre convinti che occorra intervenire per razionalizzare la filiera agroalimentare e ridurre i passaggi di mano, uno dei fattori che contribuiscono a far lievitare i prezzi al consumo senza però migliorare i redditi degli agricoltori.
Peraltro, accorciare la filiera e privilegiare il consumo di prodotti del territorio avrebbe ricadute positive sull’ambiente, in termini di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni inquinanti causate dai trasporti di lunga distanza.
Basti pensare che prima di raggiungere il consumatore finale ogni prodotto compie in media 2500 km, e che per ogni caloria alimentare se ne consumano sette per il trasporto del cibo.
Incentivare il consumo di prossimità significa contribuire alla creazione di una filiera tutta italiana, dove ogni passaggio sia riconoscibile e trasparente. Stiamo lavorando per rispondere ad una grande esigenza espressa sia dai consumatori che dai produttori: rendere tutti i prodotti tracciabili e tutte le etichette trasparenti, a favore di un consumo realmente consapevole. Grazie all’impegno italiano, dal 1° luglio 2009, i consumatori potranno finalmente conoscere, ad esempio, l’origine dell’olio che consumano. Crediamo in un ampio progetto di rilancio del made in Italy, che passi innanzitutto attraverso il nostro disegno di legge per il rilancio della competitività del settore agroalimentare, che prevede, tra le altre cose, l’obbligatorietà dell’etichetta sui prodotti agroalimentari. Con questo disegno di legge viene sancito un patto forte tra produttori, trasformatori e consumatori, che saranno chiamati a stabilire per quali prodotti dovrà essere obbligatorio e in che termini indicare l’origine in etichetta. Dobbiamo comunque confrontarci sempre anche con la grande distribuzione organizzata.
Stiamo lavorando fin dal giorno dell’insediamento per inaugurare una nuova stagione, nella quale la trasparenza delle informazioni a disposizione dei cittadini sia allo stesso tempo un valore aggiunto e una grande opportunità per le aziende, nonché un decisivo criterio di scelta per i consumatori. A questi ultimi intendiamo dare tutti gli strumenti necessari per orientarsi in un mercato difficile e avere così un ruolo attivo di “giurato della qualità” dei prodotti che intenderà acquistare.”
Luca Zaia
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Terremoto: cinquanta mercati degli agricoltori per vendere i prodotti agroalimentari abruzzesi

I prodotti tipici e di qualità dell’agroalimentare d’Abruzzo saranno messi in vendita in cinquanta mercati degli agricoltori in tutta Italia, negli stand allestiti nei prossimi fine settimana, sino al 2 giugno, nel Porto turistico di Pescara e sempre a Pescara e a Chieti in occasione dei Giochi del Mediterraneo e in una grande asta di solidarietà a Roma; contributi, ricavati dal conto corrente bancario aperto all’indomani del tragico terremoto, per la ricostruzione delle stalle e dei laboratori di trasformazione agroalimentare devastati dal sisma; campagna promozionale, anche attraverso agevolazioni e sconti, per riavviare l’agriturismo, che rappresenta una risorsa importante per la regione, e la commercializzazione “in loco” delle produzioni agricole. Sono queste alcune delle iniziative promosse dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori per rilanciare l’agricoltura abruzzese che dalla drammatica notte tra il 5 e il 6 aprile scorso è rimasta praticamente paralizzata e i suoi prodotti sono rimasti invenduti. Proposte che sono state illustrate dal presidente Giuseppe Politi nella conferenza stampa che ha tenuto a Coppito (L’Aquila) in concomitanza con la Direzione nazionale dell’Organizzazione che si è svolta all’interno della Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza.
“Come Cia -ha sostenuto Politi- proponiamo alla Protezione Civile di acquistare proprio i prodotti agroalimentari dell’Abruzzo e distribuirli tra le popolazioni che vivono nelle tendopoli e negli alberghi requisiti. Visto che oggi gli alimentari per gli sfollati vengono comprati nei mercati più diversi del Paese, in questo modo gli stessi abruzzesi possono contribuire alla ripresa del settore agricolo della loro Regione”.
“Passata l’emergenza, è ora necessario -ha affermato Politi nel corso della conferenza stampa alla quale è intervento anche il presidente regionale della Cia Abruzzo Domenico Falcone- rimettere in moto l’agricoltura che, oltre ai gravi danni subiti dal terremoto, vive una fase di grandissima difficoltà. I suoi prodotti, che sono delle vere ‘eccellenze’ apprezzate in Italia e in tutto il mondo, attualmente non hanno mercato. Non c’è commercializzazione. Bisogna, quindi, fare in maniera che si riattivi un’economia fondamentale per l’intero Abruzzo. Per questo la Giunta nazionale della Cia ha programmato una serie di iniziative per garantire la vendita di tantissimi prodotti che rendono ricco il patrimonio agroalimentare regionale. Si è così deciso di vendere questi prodotti in cinquanta mercati allestiti dai nostri agricoltori nelle varie regioni. Dal Piemonte alla Sicilia la risposta è stata unanime: tutti mobilitati per l’Abruzzo, per la sua gente, per i suoi produttori agricoli. Un preludio positivo si è, del resto, già avuto nella scorsa settimana, quando la Cia di Salerno e suoi agricoltori hanno promosso una vendita diretta dei prodotti abruzzesi e il risultato è stato eccezionale”.
Non solo. La Cia, cogliendo l’occasione dei Giochi del Mediterraneo, che si svolgeranno a Pescara dal 26 giugno al 5 luglio prossimi e che vedranno la partecipazione di 23 paesi e di oltre 4 mila atleti, ha deciso di allestire appositi stand sia a Pescara che a Chieti, dove gli agricoltori, con prevalenza quelli dell’Aquilano, esporranno e metteranno in vendita i loro prodotti agroalimentari (formaggi, vino, olio, salumi, miele, pasta, zafferano, farro, cicerchia). “E’ un appuntamento importante che -ha aggiunto Politi- richiamerà un grande pubblico anche dall’estero. Per questo motivo abbiamo promosso la vendita diretta e siamo certi che la gente risponderà in maniera solidale, assicurando un concreto sostegno all’agricoltura abruzzese che ha tanta volontà di riprendere a marciare”.
Le iniziative di vendita diretta da parte degli agricoltori si svilupperanno già dal prossimo week-end e per gli altri successivi sino a 2 giugno a Pescara, nel Porto turistico, dove le Camere di Commercio d’Abruzzo hanno promosso manifestazioni a sostegno dell’imprenditoria e dell’economia regionale. “Vogliamo essere presenti -ha rimarcato il presidente della Cia- per dare un reale e costruttivo sostegno all’agricoltura abruzzese”.
Un’altra grande iniziativa -ha annunciato Politi- si terrà a Roma. “Abbiamo programmato per i prossimi giorni un’asta di solidarietà con le ‘eccellenze’ agroalimentari regionali. Molte le adesioni che finora ci sono pervenute e siamo certi che i fondi raccolti potranno dare una mano significativa all’ imprenditoria agricola abruzzese messa in ginocchio dal terremoto”.
Ma la vendita diretta dei prodotti ci sarà -ha detto il presidente- anche nel prossimo fine settimana in occasione della manifestazione “Inac in piazza per te” promossa dal patronato della Cia. In cento province ci saranno gazebo dove, oltre a e dare informazioni di carattere previdenziale e assistenziale, saranno venduti agroalimentari abruzzesi. Per l’occasione sono stati predisposti “pacchi famiglie” con prezzi per tutte le tasche. “Pertanto, niente sussidi, né solidarietà fine a se stessa, ma iniziative concrete per garantire la ripresa a tempo pieno dell’attività agricola”.
“L’azione della Cia -ha rilevato Politi- non si ferma, comunque, soltanto alla vendita diretta. I fondi che raccoglieremo dal conto corrente bancario, attivato subito dopo il tragico terremoto, verranno messi a disposizione per la ricostruzione di stalle, dei laboratori di trasformazione agroalimentari che operavano nei piccoli borghi e dei punti di vendita diretta degli agricoltori distrutti dal sisma e che proprio nella provincia dell’Aquila rivestono una grande importanza per il settore primario”.
“C’è poi la necessità -ha rimarcato Politi- di non lasciare solo l’Abruzzo. Il disastroso terremoto ha allontanato la gente e il turismo, in particolare, ha subito un colpo pesantissimo. Conseguenze si sono avute anche nel settore agrituristico. Per tale ragione vogliamo contribuire ad invogliare i cittadini a tornare in questa splendida terra. Le nostre aziende agrituristiche avvieranno da subito una campagna promozionale per far ripartire anche questo importante comparto agricolo. Attraverso sconti e agevolazioni, cercheremo di favorire la ripresa del flusso turistico e riportare in campagna tutti quelli che amano trascorrere una vacanza, anche breve, a contatto con la natura e mangiando i prodotti tipici della regione che hanno radici profonde e tradizioni e culture secolari”.
Politi ha, infine, annunciato che la Giunta nazionale della Cia nei prossimi giorni deciderà ulteriori iniziative di solidarietà verso l’Abruzzo, coinvolgendo l’Associazione nazionale pensionati (Anp), l’Associazione Donne in Campo e l’Associazione dei giovani imprenditori agricoli (Agia).
“Agli interventi d’urgenza e di carattere straordinario a sostegno delle imprese agricole colpite dal terremoto, ora occorre sviluppare -ha sottolineato, a sua volta, il presidente regionale della Cia Abruzzo Domenico Falcone- una serie di azioni per garantire il normale svolgimento delle attività agricole e di allevamento. Bisogna dare risposte certe agli agricoltori i cui prodotti sono rimaste invenduti, con danni che, al momento, è difficile quantificare. Ma occorrono anche interventi per ripristinare i laboratori di trasformazione e i punti vendita aziendali, gli esercizi commerciali e i centri di raccolta, confezionamento e trasformazione. In una parola, è necessario operare con concretezza per rilanciare un’agricoltura che ha grande vitalità ed enormi potenzialità. E come Cia ci stiamo muovendo con attenzione ed impegno verso questa particolare direzione”.
LA FIERA DELL’AGRICOLTURA SEMPRE PIU’ AL PASSO CON I TEMPI
Una bella signora di sessant’anni con ancora tanta energia e dinamismo. Così il Presidente della Fiera di Foggia, Gianni Mongelli, ha commentato soddisfatto il bilancio della 60^ Fiera Internazionale dell’Agricoltura e della Zootecnia, inaugurata mercoledì 29 aprile u.s. dal Sottosegretario alle Politiche Agricole, Antonio Buonfiglio. Sei giorni intensi di rassegne e manifestazioni specializzate che hanno ribadito la centralità della Fiera di Foggia nel dibattito sul futuro dell’agricoltura del Mezzogiorno, in uno con il grande interesse e la costante attenzione di operatori e visitatori che numerosi si sono ritrovati al Quartiere Fieristico.
Di particolare richiamo il padiglione agroalimentare Coldiretti, che in contemporanea prosegue il suo agrimercato cittadino in Via Luigi Pinto, ma anche le mostre zootecniche di ItaliaAlleva e dell’Anci-Aia, il salone della meccanizzazione agraria, i padiglioni istituzionali di Regione Puglia, Provincia di Foggia e Camera di Commercio per l’agroalimentare. Anche la presenza dei numerosi cantieri, al di là di qualche comprensibile disagio, è stato un ulteriore elemento di attenzione per il vasto pubblico che ha così potuto constatare visivamente come la Fiera di Foggia è concretamente impegnata per essere all’altezza dei compiti che le diverse categorie economiche richiedono e del progetto di sviluppo che gli enti promotori – Regione Puglia, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Foggia – hanno condiviso con la dirigenza della Fiera di Foggia ed all’unisono con le diverse organizzazioni di categoria e gli stessi organi sociali della Fiera.
La Fiera di Foggia guarda avanti, dunque, e affronta con convinzione e determinazione le sfide alle quali è chiamato anche il sistema fieristico, sia in ambito nazionale che internazionale. In tale posizionamento la Fiera di Foggia resta sede autorevole e contenitore di incontri e dibattiti che affrontano i temi più attuali dell’economia: in particolare la 60a Fiera Internazionale dell’Agricoltura e della Zootecnia ha ospitato interessanti e qualificati convegni dedicati all’ orticoltura, all’ innovazione tecnologica ed alla internazionalizzazione nel settore agroalimentare, alle biomasse forestali ed alla sicurezza alimentare, alle filiere olearia e zootecnica, all’artigianato, con la decima edizione del Premio Mediterraneo, il prestigioso riconoscimento che rafforza la grande sinergia istituzionale tra Fiera ed Università di Foggia.
Molise – Agroalimentare: verso la nascita di un Polo formativo
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Creare un Polo formativo del settore agroalimentare in grado di sviluppare le competenze tecniche, specialistiche e gestionali necessarie per sostenere processi innovativi utili a creare uno stretto collegamento tra il sistema scolastico, formativo, universitario ed imprenditoriale. E’ questo l’obiettivo principale per il quale è nato il progetto Parsifal che verrà presentato nel corso della conferenza stampa che si terrà giovedì 7 maggio alle ore 11 presso la Cittadella dell’Economia in Contrada Selva Piana, Campobasso.
Il progetto prevede la creazione di un osservatorio sul comparto agroalimentare, al fine di monitorare in modo permanente le criticità delle imprese molisane, i vincoli al loro sviluppo ed i fabbisogni formativi che possono accompagnare o promuovere processi innovativi. Una volta raggiunto questo primo obiettivo e grazie anche alla realizzazione di due percorsi formativi “Tecnico superiore per la programmazione della produzione e della logistica” e “Tecnico superiore per automazione industriale” si potrà arrivare a creare un “Sistema a rete di osservazione permanente dei fabbisogni professionali e formativi delle aziende molisane”. Per raggiungere gli obiettivi del progetto è prevista l’attivazione di una rete di Punti informativi situati presso le sedi dei partners del progetto ed in particolare la realizzazione di un Punto informativo principale presso la Cittadella dell’Economia a Campobasso. Nel corso della conferenza saranno descritte da esperti del mondo della formazione, universitario ed imprenditoriale tutte le azioni progettuali di un partenariato che è sicuramente il maggior punto di forza della candidatura, essendo rappresentato da soggetti istituzionali e non che occupano un ruolo strategico per lo sviluppo delle azioni progettuali.
Questo il partenariato del progetto
- Capofila: Istituto Statale Superiore I.S.I.S.S. Bojano
Partner di progetto: Assindustria Molise; Cosmo Servizi Srl; F.A.I. Azienda Speciale della CCIAA Di Campobasso; I.A.R.O.S. Istituto Addestramento Ricerche per l’organizzazione dei Sistemi; Istituto Statale “P. Elena” – Liceo Pedagogico, delle Scienze Sociali, Linguistico; Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali e Turistici “V. Cuoco”; Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “E. Fermi”; Istituto d’Istruzione Secondaria “F. D’Ovidio”; Matese Per L’Occupazione S.C.P.A.; Mina S.C.A.R.L.; Parco Scientifico E Tecnologico “Moliseinnovazione”; Provincia Di Campobasso, Università degli Studi del Molise; Unioncamere Molise, Orfeo Organismo Regionale Formazione E Orientamento;
Unioncamere Molise, e-mail: urp@cb.camcom.it
